E' nostro ruolo e per noi un obbligo fare di voi, secondo le nostre forze, l'oggetto di ogni nostro pensiero, di tutto il nostro zelo, di ogni cura, con la parola e l'azione, con avvisi, incoraggiamenti, esortazioni, incitamento, (...) affinché possiamo in questo modo mettervi al ritmo della volontà divina e orientarvi al fine che ci è proposto: essere graditi a Dio. (...)
Lui che è immortale ha versato spontaneamnete il suo sangue; è stato legato dai soldati, lui che ha creato l'esercito degli angeli; ed è stato trascinato davanti alla giustizia, lui che deve giudicare i vivi e i morti (cfr At 10,42; 2 Tim 4,1); la Verità è stata messa davanti a false testimonianze, è stata calunniata, colpita, coperta di sputi, sospesa al legno della croce; il Signore della gloria (cfr 1 Co 2,8) ha patito tutti gli oltraggi e tutte le sofferenze senza aver bisogno di prove. Come è potuto accadere, se lui, anche in quanto uomo era senza peccato, al contrario, ci strappava alla tirannia del peccato per il quale la morte era entrata nel mondo e si era impadronita con l'inganno del nostro primo padre?
Se quindi subiamo qualche prova, non c'è nulla di sorprendente, poiché questa è la nostra condizione (...). Occorre che anche noi siamo oltraggiati e tentati, e afflitti a causa della nostra volontà. Secondo la definizione dei padri, là c'è effusione di sangue; poiché questo è essere monaco; così dobbiamo conquistare il regno dei cieli imitando il Signore nella vita. (...) Impegnatevi con zelo nel vostro servizio, unico vostro pensiero, lungi dall'essere schiavi degli uomini, voi servite Dio.