In questo Anno Santo noi vi abbiamo invitato a compiere, materialmente o in spirito e in intenzione, un pellegrinaggio a Roma, cioè al centro della Chiesa cattolica. Ma, è troppo evidente, Roma non costituisce il termine del nostro pellegrinaggio nel tempo. Nessuna città santa, quaggiù, può costituire questo termine. Esso è nascosto al di là di questo mondo, nel cuore del mistero di Dio, per noi ancora invisibile. ... Così è di Roma, dove i santi Apostoli Pietro e Paolo resero col sangue la loro ultima testimonianza.
La vocazione di Roma è di provenienza apostolica, e il ministero che ci spetta di esercitarvi è un servizio a beneficio della Chiesa intera e dell'umanità. Ma esso è un servizio insostituibile, perché piacque alla sapienza di Dio porre la Roma di Pietro e Paolo, sulla strada, diciamo, che conduce alla Città eterna, per il fatto che essa ha scelto di affidare a Pietro - che unifica in sé il Collegio episcopale - le chiavi del Regno dei Cieli. Ciò che sta qui, non per effetto di volontà d'uomo, ma per libera e misericordiosa benevolenza del Padre, del Figlio e dello Spirito, è la soliditas Petri, come ebbe a celebrarla il nostro Predecessore san Leone Magno con questi termini indimenticabili: «San Pietro non cessa di presiedere alla sua sede e conserva una società senza fine col Sommo Sacerdote. La stabilità che egli ricevette dalla Pietra che è il Cristo (1 Cor 3,11), egli, divenuto anche lui Pietra (Mt 16,16), la trasmette ugualmente ai suoi successori ».