XVIII Domenica TO – anno A
Commento al Vangelo di Don Domenico Bruno
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».
Con Gesù ogni piccolo dono è un pezzo di cuore
Quante volte potevamo fare qualcosa e non l’abbiamo fatta. Quante volte pensavamo di non avere le parole, gli strumenti giusti o che quello che avremmo potuto fare non sarebbe stato mai abbastanza. E quindi abbiamo evitato di fare il bene che Dio ci stava chiedendo.
Isaia ci provoca: «Perché spendete denaro per ciò che non è pane?». È la domanda che attraversa anche la nostra vita quando rincorriamo cose che riempiono un momento fugace ma lasciano il cuore vuoto.
Paolo ci ricorda che nulla potrà separarci dall’amore di Cristo, e il Vangelo ci mostra come questo amore diventa concreto, quando ad esempio davanti a una folla affamata Gesù non cerca una soluzione spettacolare, ma parte da quel poco che c’è e dice: «Voi stessi date loro da mangiare». È bella la doppia interpretazione. Gesù non invita solo a impegnarci in prima persona per soddisfare gli stomaci altrui, ma ci invita a donare noi stessi, a farci cibo per aiutare gli altri a vivere e a incontrare il Signore.
Quel miracolo nasce proprio dentro una situazione reale. Quando tutti pensano: “Non posso fare nulla”, stanno escludendo la potenza di Dio dall’intervento e si stanno fidando solo delle proprie forze. Invece il bene comincia quasi sempre da un gesto piccolo condiviso, da una parola che incoraggia, da un perdono, da un po’ di tempo donato. Quel poco, nelle mani di Dio, smette di essere poco. Dio lo moltiplica.
Quando scopriamo di essere amati senza condizioni, come dice Paolo, non abbiamo più bisogno di trattenere tutto per noi e possiamo finalmente condividere senza paura di perdere. Il Regno cresce così, trasformando la logica della scarsità in quella dell’abbondanza.
Chiedi nella tua preghiera il coraggio di mettere nelle mani di Gesù ciò che hai già, perché è proprio da lì che può iniziare qualcosa di immensamente più grande.

