Dentro il cuore, il Regno

Filotea Sinaita, monaco e igumeno del monastero del Roveto ardente - Capitoli neptici n. 23, 33, 36

febbraio 12 , 2020
Ogni ora, ogni istante, siamo vigilanti nel custodire il cuore (cfr Pr 4,23 LXX) da pensieri che possono oscurare lo specchio dell'anima sul quale Gesù Cristo, sapienza e potenza di Dio Padre (cfr 1Co 1,24), mette la sua impronta e iscrive la sua luminosa immagine, e cerchiamo senza posa in noi il Regno dei cieli (cfr Mt 6,33). (...) E' impossibile a chi si lascia andare a pensieri cattivi di mantenersi puro da peccati nel suo uomo esteriore. E se non sradica dal cuore i cattivi pensieri, è facile che gli succeda di esser portato ad azioni cattive. La causa dello sguardo adultero è che l'occhio interiore si è già orientato all'adulterio e alle tenebre. E la causa del desiderio di ascoltare infamie è che ascoltiamo quanto mormorano gli infami demoni che sono dentro di noi. Dobbiamo dunque, ognuno di noi, purificarci nel Signore, dentro e fuori, custodire i sensi, mantenerci puri da ogni azione ispirata dalla passione e dal peccato. E come prima, immersi nella vita del mondo, nell'ignoranza e nella vanità dell'intelligenza eravamo servi della menzogna del peccato con tutta la nostra intelligenza, così, una volta convertiti a Dio, bisogna servire con tutta l'intelligenza e i sensi Dio vivo e vero (cfr 1Te 1,9), la sua giustizia e la sua volontà. (...) Combattiamo con l'intelligenza questi demoni affinché le loro cattive volontà non passino nelle azioni divenendo peccati reali. Se, piuttosto, sopprimiamo il peccato nel cuore, troveremo in noi il Regno di Dio. Con questa bellissima ascetica custodiamo in nome di Dio la purezza e la continua compunzione del cuore.    

Nicolino che cercò la fortuna a Roma

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Qui si narra di Nicolino che cercò la fortuna a Roma, ma non fece ritorno Nicholino de Barillis o Nicolino Barilla, abitava fin dai primi anni del 1500 in Traversetolo dove aveva una casetta con un po’ di terra ed una moglie: Caterina de Longhi. Dal loro matrimonio erano nati tre figli: Antonio, Lazarina e Maria. Nel 1527, nell’anno del sacco di Roma, assieme ad altri traversetolesi, come erano soliti fare,...

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